100 ANNI – 1926 | 2026
Celebrare i cento anni dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia significa attraversare un secolo di storia non solo professionale, ma anche civile, economica e culturale del territorio. Quindi non è solo un atto di memoria, ma un’opportunità per riflettere sul cammino percorso, sui traguardi raggiunti e, soprattutto, sulle prospettive che il futuro ci riserva. In questo lungo arco di tempo, la figura dell’ingegnere si è progressivamente affermata come uno dei protagonisti dello sviluppo moderno, accompagnando e spesso anticipando i cambiamenti della società, contribuendo in modo concreto al benessere collettivo e alla crescita sostenibile delle comunità.
Storicamente dobbiamo partire dalla Legge n. 1395 del 24 giugno 1923 “Tutela del Titolo e dell’esercizio professionale degli Ingegneri ed Architetti” che è la norma che ha istituito in Italia gli Ordini Professionali degli ingegneri e degli architetti ed i rispettivi albi professionali, definendo l’esercizio delle relative professioni. Il successivo Regio Decreto n. 2909 del 31 dicembre 1923 “Disposizioni concernenti gli esami di stato” stabilì che per esercitare la professione era ed è necessario avere superato l’esame di Stato. Due anni dopo segue il Regio Decreto n.2537 del 23 ottobre 1925 “Regolamento per le professioni di ingegnere e di architetto” da cui vennero istituiti in tutta Italia gli Ordini provinciali degli Ingegneri e degli Architetti. Nel corso dei decenni, la loro struttura è rimasta sostanzialmente provinciale, proprio per assicurare una presenza capillare nel territorio e un contatto diretto con la comunità tecnica e istituzionale locale.
Questi provvedimenti legislativi hanno riconosciuto l’importanza della nostra categoria, la dignità pubblica della nostra professione, garantendo che l’esercizio dell’ingegneria fosse fondato su competenza, responsabilità, etica e deontologia.
L’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia venne istituito il 05 settembre1926, inizialmente dal 1926 al 1929 fu l’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti, poi si separarono dando origine ai rispettivi Ordini professionali.
Questo libro intende raccontare la storia del nostro Ordine e l’evoluzione della nostra categoria, attraverso testimonianze, fatti e visioni, sia dal punto di vista storico e istituzionale, sia da quello rappresentato dalle opere realizzate dai colleghi che hanno contribuito al miglioramento e sviluppo del nostro territorio a beneficio della società e dei suoi bisogni.
L’ingegneria, infatti, non è mai stata una disciplina isolata o autoreferenziale: essa vive nel dialogo continuo con i bisogni delle persone. Dalle infrastrutture che connettono città e territori, agli edifici che ospitano la vita quotidiana, dai sistemi produttivi che sostengono l’economia fino alle tecnologie digitali che permeano ogni aspetto del mondo odierno, il contributo degli ingegneri è profondamente intrecciato con il cambiamento delle necessità, per cercare di migliorare la qualità della vita. In questo senso, l’ingegnere non è soltanto un tecnico, ma un interprete del presente e un progettista del futuro.
Nel settore civile, l’evoluzione è stata evidente e costante: dalla ricostruzione postbellica alle grandi opere infrastrutturali, fino alla crescente attenzione alla sicurezza, alla sostenibilità ambientale e alla rigenerazione urbana. L’ingegneria civile ha saputo rinnovarsi integrando nuove tecnologie, materiali innovativi e metodologie avanzate.
Parallelamente, l’ingegneria industriale ha accompagnato le trasformazioni del sistema produttivo, passando da modelli tradizionali a processi sempre più automatizzati, robotizzati ed “intelligenti”.
Anche il settore dell’impiantistica si è innovato, per far fronte alla sfida della transizione energetica ed ambientale all’insegna dell’efficienza e della sostenibilità.
Gli ingegneri hanno acquisito un ruolo rilevante quando si parla di sicurezza e ambiente. Dai luoghi di lavoro alla prevenzione incendi, dall’acustica alla realizzazione e manutenzione di impianti, fabbricati e infrastrutture, dal dissesto idrogeologico all’inquinamento ambientale.
Tutto questo richiede competenze aggiornate e una visione sistemica sempre più ampia e integrata.
Negli ultimi decenni, poi, l’ingegneria informatica ha assunto un ruolo centrale, diventando uno dei motori principali dell’innovazione. La diffusione delle tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale e delle reti globali ha trasformato radicalmente la società, creando nuovi paradigmi economici e sociali nel bene e nel male. In questo contesto, l’ingegnere informatico si configura come un attore chiave nella costruzione di un futuro sempre più interconnesso, dove la gestione dei dati, la sicurezza e l’etica delle tecnologie assumono un’importanza crescente.
Gli ingegneri in questi cento anni hanno anche saputo mutare l’approccio, i metodi e le strumentazioni utilizzati nel proprio lavoro. Dal tecnigrafo al CAD e al BIM, dal metro ai rilievi con droni, dall’archiviazione cartacea a quella su potenti server o in cloud, dalla calcolatrice ai moderni software e all’AI.
In tutte queste evoluzioni, l’Ordine degli Ingegneri ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale. Non solo come garante per la società della qualità e della deontologia professionale dei propri iscritti, nel mantenimento e gestione dell’albo, ma anche per la capacità di promuovere confronto, aggiornamento e crescita condivisa, grazie ai corsi abilitanti ed alla formazione continua degli iscritti che è in capo agli Ordini dal 2014. Lo spirito di categoria, lungi dall’essere una chiusura corporativa, si manifesta come un valore di coesione, responsabilità e condivisione di intenti.
Una sorta di impegno collettivo non derivante da regole scritte, ma semplicemente dal comune senso di appartenenza. Con questi presupposti l’Ordine degli Ingegneri di Verona si è posto a supporto degli iscritti, facendosi portavoce delle esigenze dei colleghi, dimostrandosi aperto al dialogo ed al confronto con le istituzioni, la società, gli altri Ordini professionali ed associazioni, per essere riconosciuti protagonisti come gli ingegneri meritano. L’Ordine con questo spirito si traduce in una rete di competenze, esperienze e valori che rafforza l’identità degli ingegneri e ne amplifica il ruolo e la considerazione al suo esterno. In un mondo sempre più complesso e interconnesso, nessuna sfida può essere affrontata individualmente: è attraverso la collaborazione, la condivisione delle conoscenze e il senso di appartenenza che la professione può continuare a evolversi e a rispondere efficacemente alle esigenze del tempo.
Personalmente ho vissuto le attività proposte dal nostro Ordine fin dalla mia iscrizione nel 2003, spinto da mio padre anche lui ingegnere, che nella sua vita professionale ha partecipato ad alcune commissioni dell’Ordine e che mi ha trasmesso la passione per la professione, che a sua volta trova arricchimento nel confronto tra colleghi per superare le problematiche comuni nello svolgere il proprio lavoro e per apprendere le novità necessarie per essere al passo con i tempi. Per questo l’Ordine è stato per me un riferimento continuo, che mi ha permesso di conoscere umanamente e professionalmente persone competenti e disponibili. Nel corso della mia esperienza ordinistica, ho avuto il piacere di collaborare e condividere momenti importanti con colleghi di ogni età ed esperienza, che mi hanno fatto apprezzare l’impulso positivo che la nostra categoria può offrire ai propri interlocutori ed alla società mediante il proprio l’operato. Molti sono i Presidenti e Consiglieri dei precedenti mandati che ricordo e che nel seguito di questa pubblicazione sono citati. Un ringraziamento personale e speciale va ai colleghi che mi hanno sostenuto ed aiutato in questo mandato, in particolare tutto il Consiglio 2022-2026.
Si, perché se si parla di Ordine, si parla soprattutto di persone, che con puro spirito di volontariato si mettono a disposizione per rimarcare il sopraccitato senso di appartenenza ad una categoria che mira sempre ad alzare la sua qualità.
Non dimentico a tal proposito di ringraziare i colleghi che hanno coordinato e partecipato attivamente alle varie commissioni dell’Ordine, il Consiglio di Disciplina, il Comitato di redazione del Notiziario, il Collegio degli Ingegneri di Verona, e chi ha partecipato ai tavoli di lavoro con le istituzioni locali e regionali, o alle Commissioni Prefettizie di pubblico spettacolo. Tutti colleghi che hanno prestato il loro tempo alla missione di offrire servizi e rappresentanza agli iscritti o per fare sentire la voce degli ingegneri in ogni ambito.
Va ricordato anche l’impegno della segreteria dell’Ordine, che da dietro le quinte aiuta a concretizzare le funzioni dell’Ordine, risorse indispensabili che hanno un nome: Simonetta Grani, Elena Garra, Lidia Tonon, Valentina Mechis, Danila Bilancia, Alessia Pelloni e nel recente passato Sandra Chiarotto.
Solo percependo l’importanza di svolgere la propria professione con deontologia, competenza e qualità, si può vedere un collega non come un competitor, ma con stima professionale. Solo se ci distinguiamo per qualità, il costo delle nostre prestazioni assume un diverso valore. Solo in questo modo riusciremo a mantenere un ruolo riconosciuto tra le professioni tecniche ed a mantenere fede alla frase che ad oggi è riportata sulla custodia dei timbri che vengono consegnati ai neoiscritti: “la nostra reputazione è solita precederci, per questo ti auguriamo di operare con etica e correttezza”.
Guardando al futuro, le sfide sono immense, ma altrettanto le opportunità per gli ingegneri. Le grandi transizioni in atto: energetica, digitale, ambientale, richiedono competenze tecniche avanzate, ma anche capacità di visione, responsabilità etica e sensibilità sociale.
Se è vero che gli ingegneri sono e saranno chiamati a progettare soluzioni innovative per affrontare il cambiamento climatico, migliorare l’efficienza delle risorse, sviluppare città intelligenti e inclusive, garantire sicurezza e resilienza alle infrastrutture e ai sistemi, a mio avviso dovrà essere altrettanto vero che gli ingegneri sapranno dire i propri “no” quando il proprio operato rischia di diventare esclusivamente funzionale alla giustificazione delle tesi e degli interessi dei grandi gruppi di potere. L’ingegnere proprio per le sue competenze ha l’obbligo morale di riconoscere l’impatto etico e sociale delle proprie opere. Solo facendo questi distinguo l’ingegnere potrà contribuire alla società facendosi mediatore tra il significato delle parole sviluppo (incremento esponenziale dei mezzi tecnici e della potenza tecnologica) e progresso (miglioramento della condizione umana), facendole confluire in un’unica parola che abbraccia il lato positivo di entrambe: benessere (condizione di prosperità diffusa garantita da un’equa distribuzione delle risorse in armonia con la qualità della vita delle persone).
In questo scenario, il ruolo dell’Ordine continuerà a essere determinante, non solo come custode della tradizione, ma come promotore di innovazione e punto di riferimento, anche per attrarre a sé le nuove generazioni. Attrattività, formazione, dialogo interdisciplinare a tutti i livelli e valorizzazione del contributo dei giovani professionisti saranno gli elementi essenziali per affrontare le sfide dei prossimi decenni.
Ai colleghi di oggi e di domani, a tutti coloro che credono nell’importanza della nostra categoria, va il mio più sincero augurio di buona lettura.
Ing. Matteo Limoni
Past President mandato 2022-2026
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“Gli scienziati sognano di fare grandi cose. Gli ingegneri le realizzano.”
James Michener
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