Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

30 September 2019

Mobilità integrata e Smart Road

A Verona il punto sulle infrastrutture stradali intelligenti, per una guida informata, sicura e sostenibile. Per il Veneto interessate la tratta “Orte-Mestre” e la statale “di Alemagna”

Verona, 17 novembre – Le smart road, le infrastrutture stradali digitalizzate sono una realtà anche in Italia, sia in ambito autostradale, sia in quello urbano e metropolitano.
Sono le strade del futuro che “dialogano” con i veicoli di nuova generazione, migliorano il comfort e la sicurezza degli utenti riducendo l’incidentalità; infrastrutture iperconnesse che, grazie all’interazione digitale con i territori attraversati, generano servizi che agevolano la mobilità di persone e merci. Non solo, smart road significa anche più sicurezza per le infrastrutture: in un futuro non troppo lontano, percorrendo una infrastruttura “smart”, i dati del nostro smartphone potrebbero influire sul monitoraggio dello stato di ponti e viadotti.

Da febbraio 2018, con il Decreto Smart Road, si è dato inoltre il via ad alcune sperimentazioni per veicoli a guida assistita anche in area urbana e metropolitana e non solo autostradale, ma si guarda anche alla graduale circolazione dei veicoli a guida autonoma.

Di mobilità integrata e delle smart road si parla oggi a Verona, nell’ultimo appuntamento della rassegna Open D’Autunno sul tema: “Veicoli e mobilità 4.0”, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.
Dalla piattaforma europea C-Roads, al Piano Smart Road di Anas in Italia, importanti i temi sul tavolo e prestigiosi i relatori intervenuti. Coordinati dall’ingegner Valeria Reale Ruffino, vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, consigliere referente della Commissione Trasporti e Viabilità dell’Ordine e coordinatrice dell’intera rassegna sulla mobilità, intervengono a Verona Daniele Sterrantino, avvocato amministrativista e coordinatore del Centro Studi Diritto Finanza Progetto, che, in apertura di lavori, imposta un approccio giuridico-amministrativo al tema delle smart roads, illustrando il quadro normativo e lo scenario dei bandi di gara attuali, per porre insieme delle riflessioni sui prossimi necessari sviluppi, cui dovrà essere soggetta la materia.
Con Domenico Crocco, dirigente responsabile Rapporti Internazionali ANAS e primo delegato e Segretario Generale nel per l’Italia dell’Associazione Mondiale della Strada, l’affondo nel progetto Smart Road di ANAS in Italia. A lui il compito di delineare tempi, modalità di intervento e tratte interessate all’ “adeguamento digitale” previsto dalle linee del decreto Smart Road che riguarda la parte italiana della rete TEN – T (trans European Network – Transport), le grandi direttrici autostradali tra Stati, ma che poi si estenderà a tutta la rete del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT).

Uno focus sull’Italia, il suo, ma che guarda necessariamente al più ampio contesto europeo ulteriormente approfondito da Alessandro Iavicoli, esperto ITS – RAM S.p.A, società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e componente della piattaforma europea C-Roads (Cooperative -Roads Platform) che raggruppa i vari progetti C-Roads nazionali degli Stati membri, tra cui anche il progetto C-Roads Italy, co-finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito della programmazione “Connecting Europe Facility” (CEF) 2014 – 2021.
Obiettivo della C-Roads Platform, è la definizione dei requisiti funzionali, tecnici e organizzativi per garantire l’interoperabilità e l’armonizzazione dei servizi C-ITS (Cooperative Intelligent Transport Systems) tra i progetti piloti nazionali in tutta Europa.
In Italia, il progetto C-Roads Italy, coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali, tramite la Divisione IV-Sviluppo della rete di trasporto transeuropea e dei corridoi multimodali, oltre a testare una serie di servizi innovativi C-ITS, si caratterizza anche per lo sviluppo ed i successivi test, in condizioni di traffico reali. In questo contesto di inseriscono alcune sperimentazione di interazione e scambio dati infrastruttura – veicolo, anche a guida autonoma, in ambienti reali urbani avviati in alcuni Comuni italiani.

PER UNA DEFINIZIONE DI SMART ROAD, LA STRADA INTELLIGENTE CHE “DIALOGA” CON GLI UTENTI
L’approvazione del Decreto Smart Road ha dato il via ad un programma di lungo respiro che corre lungo due filoni principali: da un lato la realizzazione di “strade connesse”, attraverso la messa in atto di una serie di interventi che garantiscono una graduale trasformazione digitale della rete stradale nazionale, così da renderla idonea a dialogare con i veicoli di nuova generazione; dall’altro lato l’introduzione e la sperimentazione del self driving car, sia in ambito autostradale sia in quello urbano e metropolitano, con l’utilizzo dei più avanzati livelli di assistenza alla guida, fino a quella autonoma.

GLI INTERVENTI PER LA DIGITALIZZAZIONE DELL’INFRASTRUTTURA – Rispetto alle tipologie di intervento sulle infrastrutture sono due gli step previsti dal Decreto: entro il 2025 l’“adeguamento digitale” per creare la “strada intelligente” riguarderà la parte italiana della rete TEN – T (trans European Network – Transport), per poi estendersi a tutta la rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti).
Gli interventi contemplati interessano la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate (fibra), la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema di hot-spot Wifi per la connettività dei device dei cittadini, dislocati almeno in tutte le aree di servizio e di parcheggio, un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine e una stima/previsione per i periodi di tempo successivi. Sulla base dei dati raccolti, poi, il sistema offrirà contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re-routing.

Entro il 2030 saranno poi attivati ulteriori servizi di deviazione dei flussi, in caso di incidenti/ostruzioni gravi; di intervento sulle velocità medie, per evitare o risolvere congestioni; di suggerimento di traiettorie e corsie; di gestione dinamica degli accessi, nonché di gestione dei parcheggi e del rifornimento (con particolare riferimento alla ricarica elettrica).

PIANO SMART ROAD ANAS SPA, LA SFIDA DIGITALE SI GIOCA ANCHE IN VENETO.
Dopo l’avvio a settembre scorso degli interventi sulla A2 “Autostrada del Mediterraneo”, l’ex Salerno-Reggio Calabria, il Piano Smart Road di Anas (gruppo FS Italiane) che punta a trasformare gradualmente la rete stradale nazionale in Smart Road, prosegue con i lavori sulle autostrade A90 “Grande Raccordo Anulare di Roma” e A91 “Roma-Aeroporto Fiumicino” che prenderanno il via entro la fine del 2018.
Il Piano si struttura in tre fasi: nella prima, che contempla i prossimi tre anni, per un investimento di circa 250 milioni di euro su un totale complessivo di un miliardo di euro, rientrano la Tangenziale di Catania in Sicilia e la A19 “Autostrada Palermo Catania”.
In Veneto, sono interessati l’itinerario E45-E55 “Orte-Mestre” e la statale 51 “di Alemagna” in vista di Cortina 2021.

S.S. 51 di Alemagna, OBIETTIVO CORTINA 2021. ANAS E ENEL insieme per la mobilità sostenibile – Il Piano di potenziamento e riqualificazione della S.S. 51 di Alemagna, sviluppato da ANAS per i Campionati del Mondo di Sci in programma a Cortina d’Ampezzo nel Febbraio 2021, diventa banco di prova per il primo prototipo di “SMART MOBILITY” in Europa, un modello evoluto di mobilità intelligente, che vuole realizzare piattaforme integrate per la gestione della mobilità, partendo dai servizi e dalle tecnologie offerte dalle smart road Anas con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza stradale, controllo e fluidità del traffico, gestione della mobilità e controllo dell’infrastruttura.
Anas ha avviato inoltre analisi e valutazioni per sviluppare una rete di postazioni di ricarica elettrica, integrando il trasporto e la distribuzione dell’energia di postazioni di ricarica già predisposte da Enel con l’iniziativa e-mobility per Cortina d’Ampezzo, con la rete energia della Smart Road andando a creare benefici operativi ed economici.

SMART ROAD E IL MONITORAGGIO DELLE INFRASTRUTTURE, l’ACCORDO ANAS E MIT DI BOSTON
Parlare di Smart Road significa anche e soprattutto parlare di sicurezza e della possibilità di monitorare le condizioni strutturali della strada, di ponti e viadotti, per verificarne la sicurezza.
Grazie alle nuove tecnologie legate all’IOT (Internet of Things), il sistema di interconnessione e interoperabilità dei dati consente al gestore di monitorare lo stato delle infrastrutture attraverso un’apposita sensoristica che permette alle infrastrutture “mute” di parlare.
La smart road permetterà all’auto di diventare un vero e proprio “sensore mobile” per il gestore dell’infrastruttura e una fonte di dati utili al monitoraggio delle strutture, ad esempio, con segnalazioni sullo stato delle pavimentazioni e delle infrastrutture stradali, compresi ponti e viadotti.
Questo grazie ad una tecnologia messa a punto dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, con cui Anas ha stretto un accordo, che consente di sfruttare i dati contenuti negli accelerometri presenti in ogni smartphone: gli utenti fungono in qualche modo da “antenna”. La prima sperimentazione di questo sistema verrà fatta sull’A90 Grande Raccordo Anulare di Roma e l’A91 Roma-Aeroporto di Fiumicino.

Valeria Reale Ruffino, vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, consigliere referente della Commissione Trasporti e Viabilità dell’Ordine e coordinatrice dell’intera rassegna sulla mobilità.

«Una tematica, quella delle smart road, di grande interesse non solo per gli esperti del settore, che dovranno adeguarsi ad un nuovo modo di concepire e progettare le infrastrutture di trasporto e i veicoli, ma anche per gli utenti che beneficeranno di questa “rivoluzione digitale su strada” in termini di confort e sicurezza e saranno parte attiva del processo. Un settore in rapida evoluzione che porterà nel breve termine a importanti traguardi in termini di ottimizzazione della circolazione, miglioramento della sostenibilità ambientale e soprattutto incremento della sicurezza per i fruitori».

Domenico Crocco, dirigente responsabile Rapporti Internazionali ANAS e primo delegato e Segretario Generale nel per l’Italia dell’Associazione Mondiale della Strada.

«La smart road favorisce oggi una guida informata, intelligente e più sicura. Ma domani la smart road darà all’auto autonoma, senza guidatore, un occhio lungo. La smart road consentirà all’auto automatica di inquadrare la strada per 300 metri, mentre senza la smart road i sensori dell’auto autonoma consentono di orientarsi per 30 metri. Ecco perché la smart road è un investimento sul presente e sul prossimo futuro».

Alessandro Iavicoli – Esperto ITS – RAM S.p.A, Società In house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Componente della piattaforma europea C-Roads

«Il settore dei trasporti sta per affrontare cambiamenti profondi sia in Europa sia in altre parti del mondo. La combinazione di innovazione tecnologica e nuovi modelli di business ha generato una domanda di nuovi servizi di mobilità. Al tempo stesso, il settore sta rispondendo all’esigenza di maggior sicurezza, efficienza e sostenibilità. La trasformazione che ne risulterà presenta grandi opportunità sociali ed economiche che l’Europa ed i singoli Stati membri dovranno perseguire ora, per far sì che cittadini e imprese possano goderne i benefici. Le tecnologie digitali sono uno dei più importanti, se non il più importante, driver di questo processo».

Daniele Sterrantino, avvocato amministrativista e coordinatore del Centro Studi Diritto Finanza Progetto.

«Siamo in una fase d’innovazione tecnologica importante, se non addirittura di rivoluzione tecnologica. A questo processo non può non partecipare uno dei settori nevralgici del Paese: quello delle infrastrutture. È pertanto compito del legislatore, delle Amministrazioni e degli operatori tutti, dare il necessario contributo affinché anche la normativa e gli atti procedimentali in materia si sviluppino rapidamente. Ad oggi infatti, non v’è dubbio, il mondo delle automobili e dei veicoli in genere è in uno stato di innovazione tecnologica molto più avanzato rispetto a quelle delle strade e delle infrastrutture in generale. È arrivato il tempo di colmare questa differenza e di fornire un’adeguata regolamentazione di tutti gli aspetti coinvolti, anche in termini di obbligazioni e responsabilità».

PARTNER, PATROCINI E SOSTENITORI DI OPEN D’AUTUNNO – Il programma di eventi 2018 è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona; Ance Verona; CIFI, Museo Nicolis; FIAB, Vespa Club Verona, Registro Storico Vespa e Commissione Storia e Musei dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI).
La rassegna gode del patrocinio della Provincia e del Comune di Verona, della Commissione sostenibilità dell’Università di Verona, di ARPAV, CNI, FOIV, dell’Accademia di Belle Arti di Verona, dell’Ufficio dell’Ambito Territoriale VII Verona, dell’Associazione mondiale della strada, di Veneto Strade, dell’associazione VeronaNetwork, T2i e dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona.
Hanno condiviso l’iniziativa anche la Circoscrizione 5 del Comune di Verona, la Società Letteraria di Verona, il Collegio ingegneri Verona, il CTG Verona e CTG Un Volto Nuovo.

La realizzazione dell’intera Rassegna è stata sostenuta da AGSM; Sitta srl; LogisticaUno; Stratos Honda; Federmanager Verona e MarvinAcustica.

 

 

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