Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia
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16 March 2026

Risparmio energetico, sicurezza e sostenibilità. Ordine degli Ingegneri e Confimi Verona insieme per la competitività delle PMI Il seminario della Rassegna Open 2026 e Open Industria mette a confronto professionisti, imprese e istituzioni

Verona, 12 marzo 2026 – Ridurre i costi energetici, migliorare l’efficienza dei processi e rafforzare la sostenibilità: per le piccole e medie imprese queste non sono più solo sfide ambientali, ma fattori decisivi di competitività. Se supportate da competenze tecniche e da una corretta strategia, le scelte su energia, sicurezza e sostenibilità possono infatti trasformarsi in un vantaggio concreto per le aziende, incidendo su costi e accesso al credito. Sono stati questi i temi al centro del seminario “PMI virtuose e competitive: come risparmiare grazie a energia, efficienza e sostenibilità”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia con la collaborazione di Confimi Apindustria Verona nell’ambito della rassegna Open 2026 – sezione Open Industria, dedicata al dialogo tra mondo tecnico e sistema produttivo.

 

«Quest’anno la rassegna Open 2026 si arricchisce di una nuova sezione, Open Industria, pensata per rafforzare il dialogo tra il mondo degli ingegneri e quello delle imprese. L’Ordine – oltre ad aprirsi alla cittadinanza – vuole infatti essere sempre più un punto di riferimento anche per le attività produttive, facendo conoscere competenze, proposte e soluzioni su temi che riguardano sia il comune cittadino sia il sistema imprenditoriale. Per questo abbiamo avviato una collaborazione con Confimi Apindustria Verona che prevede tre seminari all’interno della rassegna, con l’obiettivo di mettere in relazione le professionalità dei nostri iscritti con le esigenze delle aziende. Il tema energetico, in particolare, è oggi cruciale: gli ingegneri hanno le competenze per proporre soluzioni concrete che consentano di ridurre i costi di gestione di edifici e imprese, in un contesto segnato dal crescente aumento dei prezzi dell’energia. Il confronto tra ingegneri e mondo produttivo può quindi generare opportunità reali, favorendo innovazione, efficienza e sostenibilità», ha affermato Matteo Limoni, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia.

 

Anche strumenti come Bilancio di sostenibilità, report ESG, calcolo della carbon footprint, che fino a pochi anni fa riguardavano soprattutto le grandi aziende, stanno diventando sempre più centrali per le piccole e medie imprese. Non si tratta solo di adempimenti burocratici, ma di strumenti che permettono alle aziende di misurare e rendicontare in modo trasparente il proprio impatto ambientale, sociale e di governance, rispondendo alle richieste di stakeholder, banche e bandi pubblici e rafforzando la propria competitività.

 

Maria Paola Carlesi, presidente Confimi Veneto ha precisato: «Settori come immobiliare, meccanica e acciaio mostrano progressi significativi mentre trasporti, logistica e marittimo restano i comparti più in ritardo sulla sostenibilità. Anche le banche di fatto favoriscono l’attenzione alla sostenibilità perché, oltre ai loro obblighi di rendicontazione di questo fattore per i loro impieghi, riconoscono una forte correlazione tra i valori dello Score ESG di CRIF e i rischi di credito: le aziende con punteggi più elevati dello Score ESG rivelano tassi di insolvenza significativamente inferiori rispetto alla media. Spesso le PMI hanno scarsa consapevolezza dei comportamenti virtuosi che già pongono in essere e non sono in grado di valorizzare autonomamente il loro operato dal punto di vista ESG, di qui l’utilità di un’attenta analisi. Si evince come le necessità e le caratteristiche delle PMI rispetto alle grandi aziende richiedano un’attività di consulenza specifica e un assessment curato per la promozione di pratiche che ottimizzino gli impatti a fronte di limitati o graduali cambiamenti organizzativi e investimenti finanziari contenuti o per fasi».

 

Nel corso dell’incontro sono stati presentati esempi e riflessioni sullo stato della transizione sostenibile nelle imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie aziende del territorio. A parlare di «Sicurezza e sostenibilità: un binomio essenziale per un bilancio credibile» è stato Matteo Previdi, ingegnere e funzionario Confimi Apindustria Verona sottolineando: «Essere un’azienda sostenibile significa considerare la sicurezza non come un mero adempimento normativo ma come un valore intrinseco e culturale. Senza sicurezza un’azienda non si può definire sostenibile. Ma come la sicurezza entra a pieno titolo nei tre pilastri della sostenibilità Environmental, Social Governance? Social: un’azienda sicura crea un ambiente dove i lavoratori stanno bene. Non significa solo zero infortuni ma valorizzare il ruolo del lavoratore anche come persona. Applicare un sistema di gestione come un ISO 45001 significa ottenere punti di sostenibilità. Ricordiamo inoltre che meno infortuni significa anche meno costi. La sicurezza incide sulla reputazione aziendale, il benessere dei dipendenti e le relazioni con le comunità locali. Misure di sicurezza carenti possono portare a controversie, boicottaggi e perdita di fiducia». Riguardo alla Governance, Previdi aggiunge «: la sicurezza non è più solo un “problema dei lavoratori” ma ora è gestita dal manager ed è integrata nei processi decisionali strategici. Una solida cultura della sicurezza riflette una governance aziendale matura. Environmental: tutti gli aspetti ambientali hanno una componente di sicurezza. Lavori non sicuri possono produrre danni all’ambiente, ad esempio sversamenti, incendi o emissioni incontrollate. Proteggere il lavoratore significa, nel 90% dei casi, proteggere il sito produttivo e il territorio circostante. In conclusione, la sostenibilità deve essere intesa non come traguardo ma come strumento di cambiamento, anche in materia di sicurezza e salute».

 

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda anche la gestione delle attività di manutenzione e il coordinamento tra imprese che operano negli stessi ambienti di lavoro. Sara Galasso, consigliere referente Commissione Sicurezza dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia ha evidenziato il legame tra sicurezza, responsabilità e continuità nella gestione dei processi. «Le performance di sostenibilità – ha detto – sono garantite soprattutto attraverso gli impianti e la loro corretta manutenzione. Quando aziende esterne o lavoratori autonomi entrano negli ambienti produttivi, il datore di lavoro committente deve gestire con attenzione i cosiddetti rischi interferenziali. Solo attraverso un approccio coordinato tra tutte le imprese coinvolte è possibile garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».

 

Sul tema della sicurezza antincendio si è soffermato anche Riccardo Marchesini, Commissione Prevenzione Incendi dell’Ordine degli Ingegneri di Verona che ha richiamato l’importanza della prevenzione incendi come elemento strutturale della sicurezza. «La sicurezza antincendio – ha spiegato – è un pilastro della tutela della vita umana e dei beni. La progettazione e il mantenimento delle condizioni di sicurezza coinvolgono numerosi attori – utenti, lavoratori, gestori, professionisti e istituzioni – e richiedono un’attenzione continuativa in tutte le fasi di vita di un’attività, dalla progettazione alla gestione operativa. Questo approccio “fluido” alla sicurezza produce benefici per tutti gli stakeholder».

 

Nel seminario non sono mancati esempi concreti di come le imprese stiano integrando la sostenibilità nelle proprie strategie industriali. «In Savim Europe – ha raccontato Marina Scavini, CFO e president of the Board di Savim Europe – progettiamo e realizziamo impianti industriali di verniciatura accompagnando le aziende a rendere i loro processi più efficienti e affidabili. Il nostro percorso sulla sostenibilità è iniziato nel 2018, durante il passaggio generazionale, ed è diventato negli anni un elemento strutturale della strategia aziendale. Oggi il report di sostenibilità ci aiuta a misurare i progressi e a prendere decisioni più solide, dall’energia alle persone. La sostenibilità non è un’etichetta da applicare alla fine ma una direzione che guida progettazione e strategia».

 

Daniele Bonato e Gianluca Nordio di ECON Energy hanno focalizzato il loro intervento su «Strumenti concreti di competitività per le PMI: una transizione sostenibile è possibile» evidenziando che «Efficienza e sostenibilità oggi coincidono: un’azienda più efficiente è anche più sostenibile. Per questo diventa fondamentale dotarsi di strumenti avanzati di monitoraggio e analisi dei dati – dai macchinari 4.0 ai sensori IoT fino ai sistemi gestionali – che permettono di individuare inefficienze nei processi produttivi e intervenire per ridurre consumi energetici ed emissioni di CO₂. In questo contesto il bilancio di sostenibilità diventa sempre più uno strumento strategico per le PMI, capace di rafforzarne competitività e credibilità verso mercato, stakeholder e istituzioni».

 

Un esempio di sostenibilità applicata alla gestione di un patrimonio pubblico-territoriale è stato portato anche dal Parco termale di Caldiero. «Il Parco termale sta portando avanti un percorso concreto di sostenibilità energetica e ambientale. Il mese prossimo inaugureremo un nuovo impianto fotovoltaico da 100 kW, che sostituirà pannelli più datati: non coprirà tutto il fabbisogno, ma rappresenta un passo importante verso una gestione più efficiente. La nostra forza è anche l’acqua termale che sgorga naturalmente a 27 gradi, una risorsa centrale per le strategie di risparmio energetico e per il progetto, a cui guardiamo con ambizione, di una piscina coperta sostenibile. A questo affianchiamo azioni ambientali come la progressiva eliminazione della plastica monouso e un’attenzione all’impatto sociale: ogni estate il Parco offre lavoro a circa cinquanta giovani del territorio», ha spiegato Roberta Dal Colle, presidente del Parco termale di Caldiero. Sono intervenuti anche il sindaco di Caldiero Marcello Lovato e Giuliano Zandonà, responsabile dell’Area Lavori Pubblici del Comune.  Lovato ha detto: «Caldiero è un Comune di circa 8 mila abitanti e rappresenta bene la realtà di molti Comuni veneti. In termini di sostenibilità, portiamo avanti da molti anni un programma concreto: dal Piano energetico approvato nel 2016 alla realizzazione di dieci impianti fotovoltaici negli edifici scolastici, fino all’efficientamento della maggior parte delle strutture comunali e dell’illuminazione pubblica a LED. Abbiamo inoltre installato colonnine di ricarica elettrica già cinque anni fa. Il nostro impegno non riguarda solo le opere, ma anche la promozione di una vera cultura della sostenibilità, costruita insieme ai cittadini. Vogliamo dimostrare che, anche senza interventi eclatanti, un piccolo Comune può essere virtuoso e contribuire concretamente alla transizione sostenibile».

 

Foto allegate:

  1. Relatori del convegno
  2. Da sinistra: Maria Paola Carlesi e Matteo Limoni

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