Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia
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9 April 2026

Energia, costi alle stelle ma la svolta è già iniziata. Dalle rinnovabili agli incentivi la transizione offre nuove leve a imprese e territori all’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, nell’ambito della rassegna OPEN 2026 – Open Industria

Energia, costi alle stelle ma la svolta è già iniziata. Dalle rinnovabili agli incentivi la transizione offre nuove leve a imprese e territori

All’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia un seminario in collaborazione con CONFIMI Apindustria Verona per leggere il cambiamento in atto 

Verona, 10 aprile 2026 – Prezzi di elettricità, gas e carburanti in forte crescita, con effetti diretti su economia e società. Il greggio ha superato i 100 dollari al barile, il gas i 50 euro al megawattora e l’energia ha oltrepassato i 150 euro/MWh, determinando rincari fino al 50% – e in alcuni casi al 70% – delle bollette per famiglie e imprese. Accanto a questo scenario critico, la transizione energetica, ancora nelle sue fasi iniziali, è obbligatoria ed urgente soprattutto in prospettiva dell’autonomia dalle fonti fossili e quindi dalla dipendenza estera. Questo convegno, inizialmente tra quelli possibili, è diventato obbligatorio e inserito durante la programmazione della rassegna.

È da questo scenario complesso, tra criticità e soluzioni possibili, che ha preso avvio oggi il seminario «La geopolitica dell’energia: scenari globali, transizione e sostenibilità per il futuro dell’ingegneria», della rassegna OPEN 2026 – Open Industria coordinata dal responsabile ing. Stefano Lonardi consigliere delegato alla formazione dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in collaborazione con CONFIMI Apindustria Verona,.

Un incontro che ha visto confrontarsi esperti, imprese e professionisti su uno dei temi più strategici del nostro tempo: l’equilibrio tra sicurezza energetica, sostenibilità e competitività economica, in un contesto segnato da instabilità internazionale e dalla necessità di accelerare la transizione.

Ad aprire i lavori il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, Matteo Limoni: «La transizione energetica non è più una prospettiva futura, ma una realtà che sta già incidendo profondamente sulle scelte economiche, industriali e sociali. In questo scenario, il ruolo degli ingegneri è centrale: siamo chiamati a mettere a sistema competenze tecniche, visione e capacità progettuale per accompagnare imprese e territori verso soluzioni sostenibili, ma anche concrete e competitive. Occasioni di confronto come questa servono proprio a creare connessioni tra mondo professionale e sistema produttivo, per affrontare insieme sfide sempre più complesse».

Prosegue il responsabile della rassegna OPEN 2026, Stefano Lonardi: «L’indipendenza energetica è fondamentale per l’autonomia e l’indipendenza delle imprese nonché delle famiglie. Dev’essere fatta nel modo corretto e con progettazione accurata per dare opportunità, altrimenti diventa un peso economico e ambientale. Conviene quindi porre molta attenzione e farsi aiutare da ingegneri esperti (ad esempio EGE), prima di tutto nella scelta dell’intervento più conveniente e produttivo (ci sono attività diverse a partire dalle impiantistiche, gestionali, manutentive ecc.), poi nella progettazione e realizzazione. Per esempio, nel fotovoltaico si fanno investimenti a lungo termine (20-25 anni) con costi importanti che possono avere guasti o fermi prolungati. La provincia di Verona ha circa 25.000–30.000 impianti fotovoltaici (stima basata su dati GSE regionali e densità installativa del Veneto), con fino a 2.400 impianti (8%) non funzionanti o con guasti gravi e 3.000 – 4.500 impianti obsoleti o da revamping (10-15%). Ringrazio il responsabile scientifico del seminario, Roberto Magnaguagno per l’importante attività».

A seguire, con la moderazione di Giordano Contin, Coordinatore Segretario della Commissione Energie ed Efficienza dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, Marco Giusti, Direttore Ingegneria e Ricerca di MAGIS S.p.A., ha approfondito la necessità di una transizione energetica rapida e consapevole con la presentazione il suo libro “L’urgenza di agire. Perché e come abbandonare rapidamente le fonti fossili”. «Nel libro propongo un piano complessivo per portare l’Italia a emissioni zero e liberarci completamente dalle fonti fossili, affrontando alla radice sia il tema degli approvvigionamenti sia quello dei costi e degli impatti determinati dal cambiamento climatico. Il master plan si basa su un mix di 27 tecnologie, con un ruolo centrale per l’efficienza energetica, l’elettrificazione e lo sviluppo di eolico e fotovoltaico. La vera sfida è il tempo: più ritardiamo, più aumentano i danni ambientali e i costi economici che ricadono su imprese e famiglie».

Nel corso del seminario, Arturo Lorenzoni, professore di Economia dell’energia all’Università di Padova, ha evidenziato come la transizione stia cambiando profondamente gli equilibri del settore: non più solo grandi player, ma anche cittadini e imprese diventano protagonisti, grazie alla diffusione delle rinnovabili e all’autoproduzione. «L’evoluzione recente del sistema energetico ha sorpreso tutti: ci si attendeva che le politiche per la decarbonizzazione fossero costose e che i protagonisti della transizione energetica fossero i grandi gruppi storici dell’energia; invece, la concorrenza è arrivata dai consumatori stessi, che sono divenuti autoproduttori dell’energia di cui hanno bisogno, E soprattutto, le tecnologie prive di emissioni di carbonio sono oggi meno costose di quelle basate sull’uso dei combustibili fossili. Una rivoluzione tecnica, economica, finanziaria e pure geopolitica, nel lungo termine. Si pensi che il fotovoltaico installato nel mondo nel solo 2025 produce tanta energia quanta 100 centrali nucleari, mentre nel 2025 sono entrate in esercizio solo 4 nuove centrali nucleari. Il mondo dell’energia sta cambiando protagonisti e i benefici pian piano sono conquistati dai cittadini, prima sul piano ambientale, presto anche su quello economico. La Spagna, grazie ai forti investimenti nelle rinnovabili, ha oggi i prezzi dell’energia elettrica tra i più bassi d’Europa. È un processo irreversibile, che ha cambiato le professionalità del mondo dell’energia, ma che può aprire grandi opportunità su un territorio manifatturiero come il Veneto».

Maria Paola Carlesi, presidente di CONFIMI Veneto, ha invece posto l’attenzione sull’impatto concreto per le PMI, sottolineando la necessità di politiche più chiare e stabili, capaci di sostenere realmente il tessuto produttivo: «L’evoluzione degli equilibri mondiali impone delle riflessioni sui fattori che possono dare stabilità all’economia domestica: l’efficienza energetica, l’innovazione tecnologica, la scarsità di materie prime e di tecnologie per la loro estrazione e lavorazione, la capacità di reazione. Si tratta di alcuni spunti di riflessione su interventi che potremmo realizzare a livello nazionale o europeo per ridurre l’impatto sulle PMI, cuore pulsante del nostro sistema economico. Come sistema Confimi abbiamo spesso posto l’accento sulla problematica degli effetti di politiche miopi, anche in materia di transizione ecologica, che accentuano di fatto l’instabilità del sistema e impoveriscono la filiera, ad esempio per quanto riguarda le auto green a livello UE la confusione sui provvedimenti italiani legati alla Transizione 5.0».

A chiudere l’incontro Attilio Zorzi, consulente economico aziendale, che ha approfondito il ruolo della finanza e degli strumenti di sostegno pubblico, evidenziando le opportunità legate agli incentivi per la transizione energetica e digitale, tra crediti d’imposta, fondi per le rinnovabili e misure di supporto attive a livello nazionale ed europeo. «Alla luce degli aumenti dei prezzi di elettricità, gas e carburanti, il governo italiano ha introdotto alcuni importanti aiuti per ridurre i costi, in primis ha tagliato le accise sui carburanti di 20 centesimi, ha inoltre previsto dei crediti d’imposta sul gasolio per i trasportatori al 28% e ha poi introdotto molte risorse per le aziende per sostenere la transizione digitale ed ecologica. È stata finanziata quasi integralmente la 5.0 e al 100% sulle energie rinnovabili con 1,4 miliardi sugli investimenti fatti nello scorso biennio, mentre sono stati messi in campo 9,7 miliardi sul nuovo iperammortamento attivo fino al 2028 che sostiene anche le energie rinnovabili con un risparmio fiscale fino al 43,2% e sono stati messi in campo fondi specifici per le energie rinnovabili anche tramite Simest con oltre 10 miliardi a disposizione e attiva fino al 2027 ed infine anche le Regioni Italiane, tramite le risorse europee stanno aggiornando i piani operativi per sostenere la transizione energetica, come ad esempio in Veneto con il fondo energia dove sono disponibili oltre 30 milioni di euro».

Fotografie:

1) Relatori: in prima fila, da sinistra: Zorzi, Carlesi, Limoni e Lorenzoni. In piedi, Marco Giusti

2) Da sinistra: Lonardi e Contin

 

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