Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia
Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia

24 August 2026

Quante scuole del Veronese sono davvero a norma antincendio? L’Ordine si rivolge a Istituti ed enti, a un anno e mezzo dal termine di legge

Il presidente Andrea Falsirollo propone un tavolo tecnico con il Comando dei Vigili del Fuoco e strumenti operativi di collaborazione con gli enti, dalle ricognizioni preliminari ai protocolli di supporto, per accompagnare il percorso di adeguamento entro il 31 dicembre 2027.

Verona, 11 agosto 2026 – Quante sono, oggi, le scuole della provincia di Verona a norma sotto il profilo della sicurezza antincendio? Su circa 984 Istituti scolastici di ogni ordine e grado è molto difficile, al momento, fornire risposte precise. Per questa ragione, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia di Verona ha aperto un confronto con enti pubblici, istituti scolastici, società partecipate e soggetti gestori di immobili del territorio, inviando nei giorni scorsi una lettera che richiama l’attenzione sullo stato di sicurezza antincendio del patrimonio edilizio scolastico e non solo.

Il documento arriva a ridosso di scadenze normative ormai ravvicinate. Il Decreto Ministeriale 31 marzo 2026 ha introdotto un percorso di adeguamento antincendio per fasi, con due termini distinti: entro l’8 gennaio 2027 gli edifici scolastici non ancora pienamente adeguati dovranno presentare la SCIA relativa all’attuazione di un nucleo minimo di misure essenziali; entro il 31 dicembre 2027 dovrà invece essere completato l’adeguamento complessivo. Si tratta di scadenze che richiedono programmazione immediata, perché tra verifiche tecniche, affidamenti professionali, progettazione, eventuali lavori e procedure amministrative i tempi effettivi sono già ristretti.

Nella lettera, l’Ordine chiarisce che l’obiettivo non è la sola presenza formale di un certificato, di una SCIA o di un rinnovo periodico, ma la verifica della reale coerenza tra lo stato autorizzato presso il Comando dei Vigili del Fuoco e le condizioni effettive degli edifici: impianti di protezione, modifiche edilizie intervenute nel tempo, attività concretamente esercitate, procedure di gestione dell’emergenza. Un punto su cui l’Ordine insiste in particolare per gli edifici più datati, spesso oggetto negli anni di ampliamenti, cambi di destinazione d’uso o interventi impiantistici che possono aver fatto divergere la situazione reale da quella autorizzata.

Alcuni cantieri, nel frattempo, sono già partiti. Il Comune di Verona ha avviato in queste settimane lavori estivi su diversi edifici scolastici cittadini, tra cui un intervento alla primaria Uberti dedicato proprio all’adeguamento delle compartimentazioni antincendio. Un segnale che conferma come il tema sia già operativo in singoli casi, ma che per l’Ordine rende ancora più evidente la necessità di una fotografia complessiva a livello provinciale.

«Il nostro obiettivo è promuovere una cultura della prevenzione e della responsabilità tecnica», dichiara il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Verona, Andrea Falsirollo. «Le scadenze del decreto sono ravvicinate e gli enti proprietari hanno bisogno di programmare per tempo verifiche, incarichi professionali, eventuali lavori e procedure amministrative. Per questo l’Ordine intende mettere a disposizione degli enti del territorio strumenti concreti: un tavolo tecnico con le istituzioni competenti, momenti di approfondimento, schede di ricognizione preliminare e, dove richiesto, protocolli o convenzioni quadro che aiutino gli enti a impostare correttamente il percorso di adeguamento, nel rispetto della libera scelta dei professionisti».

In particolare, l’Ordine propone di lavorare su una metodologia condivisa di ricognizione, utile agli enti per individuare rapidamente le situazioni più critiche: edifici privi di titolo antincendio, pratiche non aggiornate, rinnovi in scadenza, modifiche non ancora recepite, carenze documentali, interventi prioritari e possibili percorsi tecnico-amministrativi. Un approccio che consentirebbe di superare la logica dell’intervento episodico e di costruire una programmazione più ordinata, trasparente e sostenibile.

«L’obiettivo è mettere gli enti nelle condizioni di capire da dove partire», sottolinea Claudio Lavarini, referente per i rapporti con gli enti pubblici dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia. «Molti patrimoni immobiliari sono complessi, stratificati e modificati nel tempo. Prima ancora di parlare di lavori, serve una ricognizione ordinata: quali edifici sono soggetti, quali pratiche sono aggiornate, quali rinnovi sono in scadenza, quali modifiche vanno recepite e quali interventi sono davvero prioritari. Solo così gli enti possono programmare risorse, incarichi e tempi in modo consapevole».

«Nei casi più complessi, soprattutto negli edifici esistenti o più volte modificati nel tempo, l’attuale normativa antincendio consente anche approcci progettuali prestazionali, come la Fire Safety Engineering», precisa il vice presidente dell’Ordine per il settore impiantistico, Mauro Vinco. «Si tratta di strumenti che permettono di valutare l’effettivo livello di rischio e di individuare soluzioni mirate, sostenibili e meno invasive. Per l’Ordine, questo rappresenta un passaggio culturale importante: non limitarsi ad applicare prescrizioni standard, ma progettare la sicurezza in modo coerente con le caratteristiche reali dell’edificio»

Falsirollo annuncia anche l’intenzione di proporre un tavolo tecnico al Comando dei Vigili del Fuoco di Verona. «L’obiettivo è che l’adeguamento non si esaurisca in un adempimento normativo, ma diventi un’occasione di miglioramento reale della sicurezza nelle scuole, a tutela innanzitutto di studenti e personale. È un lavoro che vogliamo affrontare insieme alle istituzioni competenti, mettendo a disposizione la competenza tecnica dei nostri iscritti. Il patrimonio pubblico deve dare il buon esempio: scuole, edifici comunali e sedi delle società partecipate devono essere luoghi sicuri, verificati e correttamente gestiti», aggiunge il presidente.

«Va infine ricordato», conclude Falsirollo, «che la prevenzione incendi richiede competenze specialistiche. Per le attività di verifica, progettazione e asseverazione antincendio gli enti devono rivolgersi a professionisti qualificati e, dove previsto dalla normativa, iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno di cui al D.Lgs. 139/2006 e al D.M. 5 agosto 2011. La sicurezza degli edifici pubblici non si improvvisa: va pianificata, progettata, verificata e gestita nel tempo».

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