27 April 2026
«Medio Oriente e mercati? Serenità finanziaria entro fine anno Nell’era della discontinuità le imprese veronesi devono andare oltre i vecchi schemi» – 23.04.2026
All’Ordine degli Ingegneri il libro-dialogo di Giordano Riello e Carlo Pelanda Ultima assemblea del mandato per Limoni: «Quattro anni di attività sul territorio»
Verona, 25 aprile 2026 — «Il sottotitolo del nostro libro parla di “dialogo futurizzante” perché entrambi pensiamo che in un mondo in cambiamento, come oggi, si debba andare oltre tutti i vecchi schemi». Un imprenditore di una famiglia storica dell’industria veronese e italiana. E un professore di economia che ha fondato il think-tank euroamericano Stratematica, figura nel comitato strategico del fondo finanziario Quadrivio Group ed è anche stato consulente per l’Onu. Dal dialogo tra Giordano Riello, classe ’89, imprenditore e, presidente di Nplus, azienda tecnologica nel monitoraggio strutturale e Carlo Pelanda, classe ’51, docente all’università Guglielmo Marconi di Roma, è nato un libro, «Gestire la discontinuità. Dialogo futurizzante tra imprenditore e professore», che valuta scenari e tendenze per affrontarne l’impatto e i cui snodi su geopolitica economica, politica ambientale e rivoluzione tecnologica sono diventati oggetto di dibattito e discussione ieri pomeriggio all’Ordine degli Ingegneri. Dal «porre al centro delle attenzioni l’industria e la sua relazione con la finanza di investimento» alla «trasformazione del modello economico italiano per favorire un capitalismo di massa», all’auditorium di via Santa Teresa tutto è stato declinato in rapporto alla cronaca di questi giorni, settimane e mesi.
Un libro più attuale che mai, quello di Riello e Pelanda, vedi quella crisi in Medio Oriente i cui effetti interessano anche molte imprese veronesi. «La tensione dei mercati azionari? Dal petrolio alle materie prime, credo che entro fine anno si tornerà a una serenità finanziaria», le parole di Riello. «Le probabilità parlano di una ricomposizione. Pensiamo a un dato fattuale, ossia la convergenza sull’idea di non poter sostenere una crisi locale, in questo caso nel Golfo, con effetti globali. Pur restando una guerra fredda tra America e Cina, e tra la Cina e altre nazioni del Pacifico che non vogliono essere conquistate, in questo momento c’è un accordo tra 50-60 Paesi per chiudere questa crisi», la riflessione di Pelanda.
Il presidente dell’Ordine, Matteo Limoni, giunto all’ultima assemblea del proprio mandato 2022-2026, ha sottolineato come «sulla professione degli ingegneri incidono anche i cambiamenti sociali ed economici. Un panorama geopolitico instabile, che sregola i mercati e le economie dei singoli Paesi, si riflette sul lavoro quotidiano di tutte le categorie. Il confronto tra Riello e Pelanda aiuta a capire come trarre opportunità e visioni inedite dalla cornice storica».
Edito l’anno scorso da Rubbettino Editore, il libro di Pelanda e Riello, quinta generazione nel Gruppo Giordano Riello International e delegato all’innovazione tecnologica in Confindustria Veneto Est, è stato approfondito partendo dal suo focus, cioè «inquadrare le diverse discontinuità storiche in atto o in possibile arrivo». Come ha spiegato Pelanda, si parla di un mondo il cui cambiamento rapido «mette sotto pressione in particolare le imprese, chiamate a capire quali sono i confini sicuri del loro mercato internazionale, quale tipo di intelligenza artificiale aumenta la loro produttività e come affrontare la politica ambientale, vedi il costo dell’impatto di fenomeni metereologici estremi che in Italia è altissimo, con il tema delle assicurazioni cui andrebbe accompagnato un programma di riduzione del rischio idrogeologico».
Secondo Riello, «tutti i temi politici, ambientali e industriali attuali stanno seguendo le nostre riflessioni, compresa l’imprevedibilità del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che crea altrettanta imprevedibilità sul piano internazionale. Quanto accade in Medio Oriente deriva dal grosso braccio di ferro in atto tra Usa e Cina, con l’Iran strumento ideale per creare tensioni ma poi anche opportunità. Una situazione, quella iraniana, che nella sua complessità pare molto più gestibile di quanto si percepisca, con la Cina che è il Paese a soffrirne veramente di più essendo il 50% del suo petrolio importato proprio dall’Iran. In tutto ciò l’Europa, senza una vera autorevolezza politica, è schiacciata tra le due potenze».
Proprio a proposito dell’Europa, nel convegno si è parlato di adattamento al cambiamento geopolitico e geo-economico, aspetti su cui Pelanda parla già nel libro riconoscendo «la priorità di creare mercati più grandi e con le stesse regole» e rimarcando, al fine di favorirli, la «prospettiva di un’alleanza globale delle democrazie che aiuti o spinga altre nazioni a diventare democratiche e convergenti». Spazio anche ai temi del cosiddetto «eco-adattamento basato su capacità innovative di ecologia artificiale», con gli umani a «disegnare un nuovo ambiente che li sostenga e al contempo rafforzi i sistemi naturali», e dell’intelligenza artificiale vista come «strumento ausiliario». Fino al credito alle imprese, che in America è gestito per circa l’80% da fondi privati e in Europa ancora per la maggior parte da banche «con una regolazione restrittiva che riduce il potenziale di capitalizzazione delle imprese stesse». Da lì la strada «più efficiente» della «complementarietà fra finanza d’investimento e finanza creditizia», perché, spiega Pelanda, «con il credito bancario da solo non riusciamo a dare il capitale giusto alle aziende per ingrandirsi e guardare oltre».
Per Matteo Limoni arriva l’ultima assemblea di mandato da presidente dell’Ordine degli Ingegneri: «Sono stati quattro anni positivi per le attività svolte e i contatti generati. La presentazione del libro di Riello e Pelanda rientra in quel contesto. Volevamo sentire anche la voce degli imprenditori ed economisti sulla gestione della discontinuità, per riflettere sul mondo e tutto ciò che impatta pure sulla professione degli ingegneri».